Sorgenti di montagna

Attenzione sulle sorgenti di montagna il cui beneficio è talvolta sconosciuto e a volte si dà per scontato.

Con questo tema abbiamo preso parte al contest H2O di Blue District e presenteremo a Genova il 16 ottobre la proposta progettuale.
L’obiettivo principale è accrescere la consapevolezza del loro inestimabile valore.
L’acqua è un bene essenziale, le sorgenti erogano tale bene.
I territori di montagna all’interno delle aree protette, come parchi nazionali o regionali, sono i custodi di questo bene. Proteggere i territori significa proteggere anche le acque che scaturiscono da essi.
Uno dei servizi ecosistemici delle aree protette è rappresentato dall’acqua che scaturisce dalle sue sorgenti.
Come fare ad avere consapevolezza di tale beneficio? Tale consapevolezza va a contrastare l’uso delle acque imbottigliate. Ricordiamo che l’Italia è uno dei maggiori consumatori al mondo di acqua in bottiglia. Nonostante il nostro sistema montuoso tra Alpi e Appennini potrebbe garantire direttamente acque potabili a sufficienza.
La proposta è quella di certificare la qualità dell’acqua di sorgente, partendo dalle sorgenti all’interno dei parchi nazionali e regionali che attraverso tale azione acquisirebbero un valore in più.
Siamo ben consapevoli che tale azione confligge con l’interesse enorme delle società di produzione delle acque in bottiglia.
Mentre i servizi ecosistemici svolti dalle aree protette nel caso dell’acqua sono tecnicamente valutabili in base al flusso della sorgente calcolato in metri cubi al secondo. Questo semplice dato consente di quantificare il numero potenziale di persone che tale sorgente rifornisce.
Si potrebbe partire da una situazione specifica quella delle Mainarde, all’interno del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise dove abbiamo numerose le sorgenti, dove calcolare la portata e la qualità di ciascuna sorgente.
Tale attività già è svolta dalle società che gestisce la distribuzione dell’acqua potabile come la GRIM (Gestione Risorse Idriche Molisane s.c.a.r.l.). E’ necessario rendere pubbliche tali informazioni, organizzando una campagna informativa presso i comuni che beneficiano dell’apporto idrico di tali sorgenti. Si crea così un valore aggiunto per i piccoli comuni delle aree interne spesso soggetti a spopolamento.

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